Dipartimento Gonfiabili

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Se c’è una cosa che noi femministe ben sappiamo è che le parole sono importanti.
Le parole che usiamo creano il nostro immaginario, plasmano la nostra coscienza e ci aiutano a decodificare la realtà intorno a noi.
Quindi prima di intitolare un gruppo di lavoro ci chiediamo quale immagine vogliamo dare del gruppo? Qual è il nome migliore per manifestare subito la serietà e il peso del lavoro che vogliamo intraprendere?
Se le risposte a queste domande vi portano a un nome come Dipartimento Mamme, allora il progetto a cui lavorate è una pagina facebook di consigli sull’allattamento e foto di pance oppure una sit-com su un gruppo di mamme detective.
Dite la verità, nel PD vi state ancora servendo dei copywriter del Fertility Day, vero?
Quanta fiducia riscuote tra l’elettorato un tavolo politico che si chiama Dipartimento Mamme? Perché scegliere un termine così informale ed emozionale come mamma? Esiste un Dipartimento Vecchia Fattoria per i problemi dell’agricoltura? o un Dipartimento Viva la sQuola! per quelli dell’istruzione? No, ci sono dei normalissimi Dipartimento Agricoltura e Dipartimento Scuola, l’operazione simpatia è riservata solo alle mamme e, nei fatti, questo lessico informale svilisce e minimizza le difficoltà reali che il dipartimento vorrebbe risolvere.
Inoltre, proprio perché le parole creano l’immaginario, continuare a nominare solo le mamme significa continuare a diffondere il solito trito luogo comune che vuole i figli sotto l’esclusiva gestione delle madri, ignorando una realtà comune fatta di padri accudenti e partecipi della vita familiare o anche unici genitori, perfettamente in grado di soddisfare i bisogni affettivi e pratici de* loro figl*.
Abbiamo lavorato per anni per uscire da schemi, gabbie, stereotipi, etichette, anni per liberarci, affermarci, autodeterminarci come donne, cittadine, soggetti politici, per questo siamo felici di elencarvi qui i dipartimenti che il Pd ci affida e quelli, in egual numero, affidati agli uomini.
Donne: Cultura, Economia circolare, Turismo, Mezzogiorno, MAMME, Pari opportunità, Spreco alimentare, italiani all’estero, Lavoro, Scuola, Commercio, Pubblica amministrazione, Ricostruzione terremoto, Fondi europei, Feste dell’Unità, Difesa animali, Circoli, Sport, Editoria, Minori.
Uomini: Legalità, Energia, Immigrazione, Innovazione, Giustizia, Sviluppo economico, Cooperazione internazionale, Formazione, Agricoltura, Urbanistica, Sicurezza, Sanità, Piccole medie imprese, Welfare, Infrastrutture, Ambiente, Città metropolitane, Rigenerazione urbana, Università e ricerca, Partito aperto.
Per dimostrare inoltre che non siamo solo pronte alle critiche ma anche disposte a una piena collaborazione, aggiungiamo di seguito qualche altro dipartimento che speriamo vivamente di ottenere.
Dipartimento Winx, Dipartimento Doppie punte, Dipartimento Numeri verdi idraulici, Dipartimento Gonfiabili, Dipartimento Dress code party, Dipartimento Raccolta bollini Coop, Dipartimento Conteggio calorie, Dipartimento gattini, Dipartimento Smalto perenne, Dipartimento Saldi.

Rete 13 Febbraio Pistoia

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Il razzismo e il sessismo del buon senso

4304.0.626555398-kjQC-U43320155221499WQG-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443 (1) La pesante dichiarazione rilasciata dalla presidente della regione Friuli- Venezia Giulia, Debora Serracchiani, per commentare il drammatico tentativo di stupro subito da una ragazza, offre vari livelli di lettura tutti ugualmente avvilenti.

A uno sguardo razionale risulta quasi prodigioso come una sola frase abbia potuto dipingere perfettamente le aberrazioni sociali e culturali con le quali ci troviamo a lottare in questi anni.

«La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese».

Da dove cominciare?

Per esempio dall’idea che i diritti umani- in questo caso il diritto alla vita per chi fugge da fame o da guerre in cui il nostro occidente ha responsabilità storicamente accertate- siano un dono graziosamente elargito dal sovrano a chi di questi diritti non è naturalmente detentore perché, a conti fatti, non è considerato ugualmente umano. Non diritti quindi ma concessioni immediatamente revocabili nel caso in cui il buon selvaggio si riveli non adeguatamente buono.

Il paternalismo insito in una simile posizione è alla base della considerazione che viene fatta sull’abuso: la donna violata lo è maggiormente se lo stupratore è straniero e ospite, inoltre il suo corpo abusato viene collettivizzato, a mo’ d’esempio, dalla società d’appartenenza e dalla sua morale.

Possiamo stilare una classifica dell’orrore riguardo allo stupro? Quello compiuto da un padre contro una figlia in quale posizione si trova? E da un marito contro una moglie? Da un collega contro una collega? La presidente Serracchiani è in grado di riconoscere quali patti sociali vengono infranti in questi casi?

E quando gli stupratori sono gli italiani che accolgono e a essere stuprate sono le donne ospiti, che fine fa il patto d’accoglienza?

Le parole di Debora Serracchiani hanno offerto l’occasione per un gioco macabro adatto a un paese che non ha ancora interiorizzato cosa sia lo stupro: un crimine contro il diritto all’inviolabilità del proprio corpo e contro la persona. Fornire a questo reato un’aggravante di tipo etnico sottintende che possano esistere delle attenuanti verso stupratori della medesima etnia.

Sono passati giorni da quella dichiarazione e l’unico effetto che ha avuto è stato quello di perpetuare il binomio di migrante-stupratore/delinquente.

Invece di ammettere l’errore e fare un passo indietro, la presidente Serracchiani ha ribadito le sue ragioni sostenendo, come è ormai uso cattivo e diffuso, che l’errore non è suo ma degli altri che non capiscono. La sua era solo, come ha scritto sulla sua pagina Facebook, “una cosa di buon senso”.

Certo deve essersi sentita rassicurata nelle sue posizioni dal sostegno ricevuto, sia a destra che a sinistra. C’è persino chi per lei ha scomodato Dante, ricordando che i traditori dei benefattori trovano posto nell’ultimo cerchio dell’inferno. Subito dopo i traditori degli ospiti, peraltro.

 

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Assemblea aperta Non una di meno Pistoia

Dopo le grandi manifestazioni femministe del 2016, culminate nello sciopero globale delle donne dell’8 marzo 2017, anche in Italia continuano la riflessione e la mobilitazione sulle tematiche che sono state il cuore delle assemblee di novembre a Roma e di febbraio a Bologna e della piattaforma dello sciopero.

In numerose città ci si sta preparando alla nuova grande assemblea che si terrà a Roma il 22 e 23 aprile, anche per riscrivere dal basso il piano femminista contro la violenza.

La Rete 13 Febbraio Pistoia intende continuare a stare dentro questo grande movimento. Per questo convochiamo una ASSEMBLEA APERTA a tutte le persone che abbiano il desiderio di confrontarsi sui temi della piattaforma femminista e di scambiarsi competenze ed esperienze che riguardino anche la nostra città.

L’ASSEMBLEA si terrà mercoledì 12 aprile alle h18 presso la libreria Lo Spazio Diviadellospizio

I tavoli di discussione saranno quattro:
Educare alle differenze.
Corpo e salute.
Lavoro e precarietà.
Violenza.

Alle h20 ci fermeremo per una rapida apericena dopo la quale esporremo le conclusioni a cui sono giunti i gruppi di lavoro e arriveremo a una sintesi che rappresenti le posizioni della Rete all’assemblea nazionale.

Rete 13 Febbraio Pistoia

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8 MARZO SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE

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8 MARZO

SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE

ANCHE A PISTOIA

Se le nostre vite non valgono noi scioperiamo

L’8 marzo, festa della donna, non abbiamo niente da festeggiare, abbiamo tutto da cambiare!

Dopo le straordinarie giornate di mobilitazione che hanno visto milioni di donne nelle piazze di tutto il mondo, dalla Polonia, all’Italia, alla Germania, alla Turchia, dal Brasile all’Argentina, il prossimo 8 marzo sarà l’occasione per riprenderci questa giornata di lotta: sarà SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE.

I sindacati di base : Usi, Slai Cobas per il sindacato di Classe, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc hanno aderito allo sciopero generale di 24 ore, nel settore pubblico e privato, per garantire un’astensione reale dal lavoro produttivo e riproduttivo e il coinvolgimento delle donne dentro e fuori i luoghi i lavoro.

Tutt* potranno così manifestare e partecipare a questo evento mondiale.

La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne

Senza effettività dei diritti non c’è giustizia né libertà per le donne

Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi

Vogliamo essere libere di muoverci e di restare. Contro ogni frontiera: permesso, asilo, diritti, cittadinanza e ius soli

Vogliamo distruggere la cultura della violenza attraverso la formazione

Rifiutiamo i linguaggi sessisti e misogini

 

Rete 13 febbraio Pistoia e FLC Cgil saranno in piazza mercoledì 8 mattina insieme a coloro che vorranno scioperare con un presidio di informazioni e attività.

Vademecum sciopero

Non una di meno

Evento facebook

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One Billion Rising : Agisci, Balla, Ribellati !

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Per il quinto anno consecutivo anche a Pistoia, martedì 14 febbraio alle ore 18.30 in Piazza Duomo, si svolgerà il flash mob “One Billion Rising, l’evento mondiale che, con la forza viva e trascinante della danza, grida al mondo la necessità della lotta globale contro la violenza su donne e bambine. La parola d’ordine quest’anno è “Solidarietà” (Rising in Solidarity): solidarietà contro lo sfruttamento delle donne, contro il razzismo ed il sessismo. Per una politica che contrasti la violenza contro le donne in ogni sua forma. Nella nostra città questo evento è organizzato da Rete 13 febbraio e Pistoia Città di Genere. Indossate qualcosa di rosso e partecipate!!

(In caso di pioggia, l’evento si svolgerà nella Galleria Nazionale)

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Portiamo ragazze e ragazzi in teatro

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Fa’ Afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Giuliano Scarpinato e ispirato al libro Il mio bellissimo arcobaleno di Lori Duron che racconta l’esperienza dell’autrice, madre di un bambino che non si riconosce nella sua identità biologica.

Da questo volume, Scarpinato ha saputo ricavare una storia fiabesca e positiva che ha come protagonisti Alex, che, innamorato per la prima volta, esprime il suo desiderio di non essere catalogato come bambino o bambina, e i suoi genitori, Susan e Rob, che prendono coscienza con sconcerto e disagio della non-conformità di Alex ma che decidono di sostenere le sue scelte lasciandosi guidare da quell’amore incondizionato che ogni figlio o figlia dovrebbe ricevere.

Alex si racconta dal palcoscenico con il linguaggio e le immagini fantastiche tipiche della sua età e la sua storia non può che coinvolgere emotivamente il giovane pubblico; le figure genitoriali appaiono rassicuranti, pur nella loro confusione iniziale, proprio perchè questa confusione la manifestano e la affrontano avendo come scopo principale la serenità di Alex.

Lo spettacolo ha ricevuto l’Eolo Awards 2016 per il miglior spettacolo di teatro per ragazzi, il Premio Infogiovani 2016 al FIT Festival di Lugano, il Premio Scenario Infanzia 2014 e il patrocinio di Amnesty International Italia “per aver affrontato in modo significativo un tema particolarmente difficile a causa di pregiudizi e ignoranza, rappresentando con dolcezza il dramma vissuto oggi da molti giovani”.

Tutta la città dovrebbe essere fiera di ospitare quest’opera e riconoscere all’Associazione Teatrale Pistoiese il merito di averla inserita nel cartellone dedicato alle scuole, ma purtroppo non è così: i terroristi del gender, accuratamente istruiti a scattare non appena si affronti il tema dell’identità di genere, si sono premurati di urlare allo scandalo e con toni minacciosi hanno ammonito scuola, teatro e senso della realtà di stare alla larga dalle labili menti dei loro frugoli.

Così, mentre il National Geographic dedica il numero di gennaio alla rivoluzione dell’identità di genere perché in tutto il mondo questo tema “è all’ordine del giorno… mentre da noi viene troppo spesso liquidato con dogmatismo o moralismo”, per citare le parole del direttore Marco Cattaneo, a Pistoia, capitale italiana della cultura per l’anno 2017, gli alfieri del dogmatismo e del moralismo pretendono di decidere quali temi la scuola pubblica possa o non possa affrontare.

Ci teniamo però a informare le famiglie preoccupate dallo spauracchio del gender che se anche non mandassero i loro pargoli a godere dello spettacolo di Scarpinato, la scuola ha da sempre nei suoi programmi numerosi riferimenti che potrebbero destabilizzare le loro giovani menti.

Segnaliamo, per cominciare, la presenza in molte biblioteche e antologie, elementari e medie, della storia dell’extraterrestre Mo proveniente da un pianeta in cui l’identità di genere si manifesta solo verso i 18 anni: Extraterrestre alla pari, scritto da Bianca Pitzorno.

L’istruzione superiore presenta numerose insidie: gli studi classici potrebbero rivelare l’esistenza dell’indovino Tiresia, che visse sia come uomo che come donna, lo studio dell’inglese potrebbe portare alla lettura di Orlando di Virginia Wolf che, in barba al titolo virile (ah, l’astuzia del gender!), vive entrambi i sessi; anche con il francese non avrete migliore fortuna perché tra i classici della letteratura troverete Théophile Gautier con la sua Mademoiselle de Maupin, pronta a scalfire le certezze che faticosamente avrete inculcato nei vostri figli e nelle vostre figlie.

Gli studi scientifici poi sono il principale nemico del dogmatismo e qualunque studio di genetica porterà alla scoperta che neanche i cari, vecchi cromosomi xx e xy identificano una netta distinzione di genere.

Cosa si salva dunque? Esiste una materia al sicuro dal complotto gender?

La geografia, forse! No, neanche quella. Perché studiando paesi e popoli lontani, scopriamo che in tante culture è riconosciuta la presenza di un terzo sesso, né maschio né femmina: nelle isole Samoa, per esempio, troviamo proprio i Fa’afafine vagheggiati da Alex.

Non c’è scampo, la scuola è proprio il posto dove, che lo vogliate o meno, sarà più probabile che i vostri figli e le vostre figlie scoprano che esiste un mondo più complesso, più vasto e più includente del tinello dal quale pontificate di pericolose ideologie che esistono solo nella vostra testa.

Per questo invitiamo le scuole, le insegnanti e gli insegnanti a non farsi condizionare dai pregiudizi di pochi e a portare le loro classi a teatro. Non abbiate timore di esporvi, non abbiate timore delle polemiche che potrebbero scatenarsi: se vi attaccheranno, noi vi difenderemo; se loro vi sembreranno tanti, noi saremo di più. Fatelo per i vostri studenti e le vostre studentesse, soprattutto per quelli o quelle che potranno sentirsi rincuorati nel vedere che esistono famiglie in cui si viene amati e accettati per ciò che si è.

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PER LAURA…

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GIOVEDI 15 DICEMBRE ORE 20.45
LIBRERIA LO SPAZIO DI VIA DELL’OSPIZIO
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
DIRITTO ALLO STUDIO DI BAMBINE E RAGAZZE DEGLI SLUM DI Kolkata
UNA SERATA PER RITROVARSI E PROSEGUIRE IN QUALCHE MODO IL CAMMINO E L’IMPEGNO DI UNA GRANDE DONNA.

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