25 novembre…eravamo davvero in tanti.

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Siamo state in tante – e tanti – a dare un profumo e un po’ di voce alle donne uccise dalla violenza maschile.
Abbiamo cominciato in biblioteca San Giorgio, dove abbiamo piantato più di 100 rose con i nomi delle vittime del femminicidio in questo 2012 non ancora terminato.
Le donne sono arrivate con le amiche, con le loro famiglie, con le mamme, con gli uomini che cercano di dissociarsi da una cultura patriarcale ancora così presente prima di tutto nelle relazioni. C’erano le singole e le associazioni. C’erano le donne della politica, alle quali chiediamo impegni concreti a sostegno di gruppi e associazioni che si battono per il contrasto alla violenza. C’erano bambini e bambine venuti perché le loro insegnanti avevano parlato di questa giornata e perché i genitori li hanno portati con sé: una bella sinergia e un segnale di speranza, in un momento in cui la scuola è in crisi e il dialogo con i genitori è spesso problematico. C’erano alcune adolescenti, loro che si affacciano alle relazioni, alla scoperta della sessualità, agli innamoramenti, alle quali speriamo di dare un presente diverso. C’eravamo noi della rete 13 febbraio, che da due anni continuiamo sul territorio cittadino la mobilitazione e la riflessione sulla violenza e sui diritti, perché le cose vanno sempre di pari passo: meno diritti, meno cultura, meno risorse, più violenza.
Ed è stato bello e inconsueto vedere le persone piantare le rose, occupare le aiuole, ridare con il proprio gesto, con il proprio corpo, un nome a quello che altrimenti rimane solo un numero, e invece era una donna con la sua vita, le sue giornate storte e i suoi attimi di felicità e ora può – deve – tornare a essere una persona. Così come è stato bello, anche se crea sempre un certo imbarazzo in una provincia così assopita, attraversare il centro di Pistoia con gli slogan, i cartelli, lo striscione bellissimo fatto dalle ragazze del Liceo Artistico, e sentire che l’imbarazzo lascia poi il posto alla convinzione che le cose non vadano taciute, che niente ridarà vita alle donne uccise ma che noi non le abbiamo dimenticate. Infine le lanterne, poche ma suggestive, nel buio di piazza del Duomo: un filo tenue di speranza, la sensazione di aver fatto comunque una cosa giusta.

 

 

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2 risposte a 25 novembre…eravamo davvero in tanti.

  1. MARZIA ha detto:

    E’ STATO EMOZIONANTE VEDERE LE LANTERNE SALIRE IN CIELO,MI SONO COMMOSSA MARZIA

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