L’Italia è una Repubblica che affonda tra le morti sul lavoro

«…robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l’Unione europea e l’Italia che si devono adeguare al mondo»
Giulio Tremonti, Berghem fest, 2010.

Rubiamo un’immagine a Nicoletta Ceccoli per parlare delle donne morte a Barletta e degli innumerevoli pensieri oscuri che prendono il volo quando gli eventi ci costringono ad affrontare ciò che solitamente ignoriamo.

Le donne di Barletta stavano lavorando come si lavora in tante parti d’Italia, senza contratto, senza certezze, senza tutele, per meno di 4 euro l’ora.

Lavoravano per un padrone, perché se non hai un contratto, se non hai delle leggi che ti difendono, se non hai una società che rivendica la dignità della tua esistenza e del tuo lavoro, allora solo un padrone potrai avere. E un’elemosina, perché questo sono 3,95 euro all’ora: un’elemosina per le 12, 14 ore che passerai chiusa in uno scantinato, piegata sull’ultima commessa che il padrone si è procurato. Magari sarai anche grata di quel lavoro, perché ne hai bisogno e altro non hai trovato, e magari ti farà anche simpatia quel padrone che, poverino, lui vorrebbe ma proprio non può metterti in regola, proprio non può pagarti di più perché c’è la crisi, perché c’è la concorrenza dei cinesi, perché le tasse, perché perché…

Magari la moglie scende le scale di casa qualche volta e ti porta il caffè; magari te lo porta la figlia, che quel giorno è morta con te, seppellita anche lei dalle mille giustificazioni che la sua famiglia dava al lavoro nero, dal loro disinteresse per il luogo in cui tenevano le loro schiave e dal disinteresse di una comunità e di una nazione intera verso sé stessa.

Non ci illudiamo che questa sia una storia che comincia e finisce al sud, né che sia una distorsione dovuta agli eventi degli ultimi mesi o dell’ultimo anno: questa è la storia di tutto il paese e l’abbiamo vista infinite volte declinarsi sulle spalle di donne e uomini la cui vita non ha alcun valore di fronte al maggiore interesse dell’imprenditore e dell’impresa.

Scrive Marco Rovelli nel suo libro Lavorare uccide: “…i portuali usavano liberare un cardellino per controllare le condizioni di sicurezza.
Oggi, in tempi di competizione selvaggia, un uomo vale meno di un cardellino. »

E una donna, ancora meno.

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